COLLE DI TENDA IN BICICLETTA E IN TENDA


Estate, primi di Luglio, alba di un venerdì mattina, dalla finestra della mia camera da letto le piante del giardino restano immobili, fa caldo, non c’è aria ed il cielo è azzurro.

La mia ispirazione per questo viaggio in bicicletta sul colle di Tenda parte da qui.

ASTI – VERGNE (BAROLO)

Partenza rimandata dopo pranzo per via di impegni lavorativi, decido quindi di arrivare ad Asti in treno, inizio a pedalare da qui, alle 5 del pomeriggio, direzione Barolo.

Strada statale 231 Asti – Cuneo, niente di interessante, attendo di vedere queste famose Langhe. Ad Alba attraverso la città concedendomi una deviazione. Tra le vie del centro la vita scorre leggera in cerca di negozi dove fare shopping e bar dove godersi l’aperitivo. Io sono un estraneo qualunque, mi sento a mio agio. Proseguo per la strada del Barolo, nient’altro che vigneti e noccioleti.

Il panorama al tramonto sulle colline e le vigne sono la scusa per fermarmi a contemplare la bellezza di questa terra. Il campeggio è a Vergne, sopra Barolo di qualche tornante, da qui si gode una vista stupefacente.

PANORAMA SULLE LANGHE

Il proprietario del campeggio mi dice che beve il Timorasso della Colombera e dice che il Timorasso è il Barolo dei bianchi. beh, io ci abito davanti a quelle vigne, sento quel tantino di orgoglio per le mie terre.

Sotto 4 grossi noccioli monto la mia tenda. Dopo cena, il campeggio ad un tratto si addormenta tra il canto dei grilli e il rumore del vento che muove le foglie degli alberi.

VERGNE – TENDE

Riparto dal campeggio in perfetto orario e mi ritrovo a pedalare tra campi di girasoli in fiore, poi una lunga e rumorosa provinciale. Deviazione per Piozzo e Carrù. Colazione tra gli anziani del paese che raccontano le imprese alpinistiche sul Monviso, quando erano giovani. A Morozzo sorpasso un signore in bicicletta uscito dal cimitero, lui mi afferra facendomi rallentare lanciando la solita domanda:

“dove vai?”

“sul colle di tenda in bicicletta” rispondo,

mi incoraggia e si complimenta con me, ma mi dice che il colle di Tenda non si può percorrere in bici. Così è da sempre.

Io lo so, però sono quelle conferme che vengono per rovinarti la giornata, ce la mettono tutta, l’importante è sbattersene sempre e rimanere concentrato sull’obiettivo finale ovvero arrivare a Tende e dormire in tenda.

PANORAMA IN DISCESA DA VERGNE

Un’automobilista rallenta e spunta dal finestrino il suo avambraccio, mi fa segno con il pollice per incitarmi. Oggi, sarà il primo di una lunga serie. Quanto mi fanno gasare le approvazioni da parte degli sconosciuti nel bel mezzo dello sforzo fisico.

Cuneo, deviazione come per Alba, piazza Tancredi, caffè al Bar Nazionale e poi diritto per corso Nizza fino a prendere la vecchia via per Borgo San Dalmazzo. Si respira storia, di cui so poco, ma il profumo è quello ve lo posso assicurare.

Mi fermo per affondare qualche cucchiaiata nella ciotola di riso bianco insipido e appiccicoso che mi porto da casa. Dopo Borgo San Dalmazzo, nonostante si inizi a salire, la strada è ancora una veloce statale abbastanza trafficata.

In stazione a Limone Piemonte mi dicono che per attraversare il colle di Tenda in bicicletta con i treni bisogna aspettare il 13 Luglio, c’è un bus tra 2 ore cioè il tempo che impiegherei per arrivare al colle, cercare un passaggio per attraversare il tunnel, arrivare in Francia e rimontare sulla mia bicicletta.

Farò così, ho letto che qualche volta si trova un passaggio per attraversare il tunnel.

Proseguo per il colle. La strada è lunga ma mai troppo ripida. Pollice in su da un motociclista e altri automobilisti.

Arrivo all’ingresso del tunnel. Trovo una lunga fila di macchine in attesa al semaforo che regola il traffico. Un gruppo di  tedeschi mi chiede se ho intenzione di andare avanti; in risposta alla mia determinazione loro applaudono e si complimentano in tedesco, in realtà non capisco niente di quello che dicono e voglio un passaggio, non un applauso. Chiedo ad alcuni camper ma tutti sono troppo carichi per me e la mia bici, resto solo perchè il semaforo diventa verde.

La fila poco dopo si ricompone e ad un tratto ecco che compare un vecchio pick up, un po’ scassato, un Toyota condotto da un boscaiolo, suo figlio e carico con motoseghe, zaini unti d’olio e tanta segatura. Chiedo subito, il padre annuisce silenziosamente senza attenuare la presa con le labbra della sua pipa. Scarico il bagaglio dalla mia bici e lo lancio sul cassone del pick up. Poi tocca a me. La signora della macchina dietro di me, di Bordighera, si presta per un aiuto e una foto mentre sono sul cassone libero sudato e contento. È simpatica, mi parla del figlio in sud africa per lavoro e mi saluta.

PASSAGGIO DI FORTUNA SUL COLLE DI TENDA

Dopo il tunnel i boscaioli mi sacaricano in una piazzola e li saluto, rimonto il bagaglio, proseguo per Tenda e arrivo al camping

Piazzo la tenda, faccio una doccia, chiamo mia moglie, leggo e dormo.

TENDE – NIZZA

Riparto da Tende questo incantevole villaggio a 800 mt di altitudine posto sulle rive del fiume Roia.

AI PIEDI DEL COLLE – TENDE

Scendo a valle fino ad incrociare la strada per il Col de Brouis appena prima di Breglio. Salita abbastanza semplice, tra uliveti e fichi. È presto il sole sta scaldando il mattino qui sui monti. Ulivi, fichi e oleandri. Che mix di profumi.

Ultimo km con una pendenza da Mortirolo, percorro tutta la carreggiata a zig-zag per smorzare la pendenza. In cima si trova l’Auberge de Col de Brouis”, questa vecchia costruzione mi ospiterà per la mia colazione.

ARRIVO AL COL DE BROUIS

Caffè e biscotto incluso. Arrivo a Sospel dopo una divertente discesa a tornanti cercando di non farmi sorpassare da un gruppo di motociclisti e qualche ciclista senza valige, da Sospel si può raggiungere il col de turini, io devio per un altro colle.

Bella la città, bello il ponte, ma riparto in fretta. La strada mi porta al Colle del braus ed anche qui mi aspetterà un ultimo km ripidissimo.

SOSPEL

Da qui fino a Nizza sarà tutta discesa, il gestore del bar in cima al colle me lo conferma, solo una breve salita ad Escarten.

IN DISCESA VERSO NIZZA

Arrivo a Nizza in tempo per fare un bagno, per bere una birra fresca, per pedalare sulla Promenade des Anglais e per prendere il treno che mi riporterà a casa.

ANCHE A FINE GIRO LA BICI HA LA SUA UTILITA’

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