DA TORTONA A LA SPEZIA SULLA VIA DEGLI ABATI E VIA FRANCIGENA


Il mio primo viaggio in bicicletta.

Rimandato troppe volte, finalmente non trovo più la scusa per non partire.

Ho comprato la bicicletta, il fine settimana è di quelli lunghi grazie al ponte del 1° Maggio, la moglie è via per lavoro, si parte.

Parto direttamente da casa, destinazione La Spezia. Decido di attraversare l’Appennino seguendo alcuni tratti della via degli Abati e poi la via Francigena, il ritorno con il treno, comodo comodo.

Prima tappa Bobbio (PC) cuore della Val Trebbia.

Tortona – Bobbio

Tortona, crocevia di autostrade ma anche di importanti valli e sentieri, la Via del Sale che termina a Portofino parte tra i tanti paesi, anche da qui.

Direzione Valle Staffora, Varzi. Percorro la destra orografica del fiume Staffora grazie ad una panoramica e tranquilla strada alternativa alla provinciale.

Attraverso alcuni borghi molto suggestivi come San Ponzo, con le sue grotte, e la movimentata Varzi che nei fine settimana si popola di turisti in ricerca di un buon ristorante e di buon vino (siamo vicini all’Oltrepò e siamo in provincia di Pavia) ma anche per visitare il suo centro storico con le sue strette vie in pietra che si arrampicano tra le case colorate.

Inizia la salita per il passo del Penice, 18 km di salita, la prima importante di questo viaggio.

Arrivo sul Penice e trovo il solito via vai di motociclisti ma anche ciclisti.

Se non avete portato con voi del cibo qui si trova un ottimo ristorante bar.

Finito il rinfresco, mi godo la discesa fino a Bobbio con bellissimi panorami sulla val Trebbia che vi accoglie con la sua fitta vegetazione e i pendii scoscesi.

In arrivo a Bobbio si vede spuntare dal caseggiato il bel castello del Dego dei Malaspina e il ponte Vecchio (o Gobbo) che attraversa il letto del fiume Trebbia.

Arrivato in piazza mi siedo, mi bevo un caffè caldo e mi scaldo al sole per celebrare l’arrivo della prima tappa di questo viaggio.

A Bobbio c’è un campeggio che si trova sulla riva del fiume Trebbia e qui mi sistemo per la notte.

Siamo in provincia di piacenza e siamo in Emilia Romagna.

Bobbio – Bardi

Mi sveglio infreddolito e indolenzito, ha piovuto ma è stato un temporale di quelli che la mattina ne senti solo il profumo, la vegetazione primaverile bagnata dalla pioggia brilla sotto un cielo azzurro e limpido che con l’alba ha lasciato il posto al sole caldo di Maggio.

La salita inizia poche centinaia di metri usciti dal camping, sulla destra, direzione Coli e poi verso il passo di santa Barbara. Mi aspettano altri 18 km di salita ma, a differenza della salita del Penice, è mattino e il serbatoio è pieno, mi godo i panorami sulla valle e il silenzio.

Da Agnelli al passo di Santa Barbara la strada si fa molto ripida e con la bicicletta carica faccio molta fatica, poi il vento forte e gelido non aiutano. Foto di rito e inizio la discesa verso la valle Nure.

Farini è il capoluogo di questa valle poco conosciuta e selvaggia.

Dopo Farini mi attendono 10 km di salita su tornanti per giungere Groppallo che da il nome al passo, poi inizia una leggera discesa fino Bardi, entro così in provincia di Parma, sono in Valle di Ceno.

A Bardi transita una variante della via Francigena che si accosta alla via degli Abati. Trovo una pensione con camera e bagno in comune, gestito da una simpatica signora, Rita.

Bardi – La Spezia

La mattina è grigia e fredda, siamo pur sempre a 600 mt sul livello del mare. La simpatia degli abitanti del posto però mi scaldano ancor prima di iniziare a pedalare.

Attraverso il fiume Ceno e costeggio il Noveglia arrampicandomi fino al passo di santa Donna. Immerso in una fitta vegetazione e nel selvaggio Appennino emiliano arrivo a Borgo Val di Taro nella valle dell’omonimo fiume.

Manca soltanto l’ultimo importante passo appenninico, il passo del Brattello, posto proprio sul confine con la Toscana. Da lì in avanti, a seconda della destinazione che uno sceglie, vi attendono ancora diversi km ma prevalentemente in discesa. La Via Francigena infatti continua per Sarzana in provincia di La Spezia e poi la Toscana di nuovo, fino ovviamente a Roma.

Giunti al passo del Brattello mi attende una lunga discesa in un fitto bosco, ad un certo punto si intravede una lingua d’asfalto con centinaia di macchine che la percorrono, è la Cisa. Poco dopo arrivo a Pontremoli, Toscana, provincia di Massa Carrara.

Da qui a La Spezia sarà una lunga e trafficata statale parallela all’autostrada e al fiume Magra attraverso la Lunigiana. La stazione ferroviaria spezzina è ancora distante, mi tuffo nella civiltà e nei rumori, di boschi non se ne vedono più, salgo sul primo treno e torno a casa.

Un tragitto che mi ha portato ad attraversare l’appennino lombardo, quello emiliano infine quello toscano, ho attraversato luoghi storici purtroppo o per fortuna dimenticati dal turismo, valli incontaminate, ho pedalato per 210 km, ho attraversato 4 regioni e 5 province italiane.

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