2 CICLISTI SONO MEGLIO DI 1 – IN BICICLETTA NEL SUD INGHILTERRA


Questo è il primo viaggio in bicicletta che faccio in compagnia. Infatti, questa volta convinco mia moglie Arianna a seguirmi, la destinazione è la costa meridionale dell’Inghilterra.

La bicicletta di mia moglie arriva, puntuale e nuova fiammante, pochi giorni prima della partenza. Una Bianchi Spillo. Arianna la vuole così, tipo city bike, seduta comoda, schiena dritta, tanti portapacchi, luci, lucine e parafanghi. Per iniziare è ottima, non fosse per il tempo che impiego per smontarla e impacchettarla per proteggerla durante il suo primo viaggio in aereo ma, alla fine, pronti e puntuali, si parte.

Atterriamo a Gatwick e dormiamo la prima notte a Horley comoda e tranquilla cittadina di appoggio a chi viaggia su questo aeroporto, in pratica la nostra Lonate Pozzolo. Il mattino seguente, io e mia moglie siamo colti da sindrome pre-partenza che si manifesta con attacchi di calma, lentezza, colazione e voglia di restare nel letto. Poi un comodo treno ci porta a Brighton, famosa località sulla costa sud del Sussex (east Sussex per la precisione), che è anche il punto di partenza del nostro viaggio.

BRIGHTON E LA SUA RUOTA PANORAMICA

Districarsi nel traffico pedonale di Gatwick per raggiungere i binari del treno con una bici munita di portapacchi e borse non è facile, per fortuna gli ascensori funzionano (ma dai, è vero che non siamo in Italia) e il treno è in orario. Ma soprattutto non hanno quei maledetti tre gradini tipici dei regionali italiani, che per i cicloturisti sono l’incubo del viaggio, ma sono dotati invece di una comoda pedana ad altezza banchina. Alcuni treni inglesi hanno lo spazio dedicato per le biciclette mentre alcuni permettono di parcheggiare il velocipede tra uno scomparto e l’altro. In questa prima esperienza inglese non troverò mai difficoltà a trasportare le biciclette in treno.

Normalmente, viaggiare in luoghi nuovi e sconosciuti, mi rende un po’ agitato e preoccupato ed oggi, in aggiunta alla solita tensione, se non vorrò trovarmi faccia a faccia con un camion nel bel mezzo di una rotonda imboccata dalla parte sbagliata, dovrò porre molta attenzione a dove metterò le ruote.

Procedo con calma e attenzione e controllo ossessivamente la posizione di mia moglie voltandomi ogni 15 metri percorsi, anche quando siamo in treno, in stazione, sul marciapiede, al supermercato. Ovviamente, secondo lei, non la seguirò mai abbastanza.

Brighton – Portsmouth 

Brighton è una città che ho scoperto da pochissimo tempo, guarda caso grazie a mia moglie. Adagiata sulla costa sud inglese, affacciata sul canale della Manica, una città di mare, caotica, come potrebbe essere Nizza, colorata, come potrebbe essere Camogli, munita del suo inconfondibile “Pier” che si allunga in mezzo al mare, e la sua ruota panoramica, proprio come potrebbe essere Santa Monica, alla moda e con negozi alla moda, come potrebbe essere Forte dei Marmi. La gente viene qui per le vacanze ma anche e soprattutto per una gita veloce vicino a Londra, per fare shopping in North Lane o sul lungo mare, per fare acquisti in uno dei negozietti vintage, hippie, vegan, equosolidali, oppure anche solo per ingozzarsi di hamburger, fish & chips e birra.

BRIGHTON PIER

Tant’è che a me e ad Arianna piace tanto questo posto e quindi, lo abbiamo scelto come partenza di questo viaggio.

A Brighton senti profumo di libertà, di mare, di frittura, senti la vita che scorre, oltre che la birra, vedi con i tuoi occhi l’economia girare, oltre che la ruota panoramica, insomma, a Brighton ti sembra di essere arrivato nel paese dei balocchi.

Mentre tutti arrivano a Brighton, noi partiamo, anche se per dove non si sa. Infatti non sappiamo dove andare, che strada fare, il nostro itinerario inizialmente prevedeva di raggiungere la Cornovaglia, ma capiamo prima ancora di iniziarlo che il tragitto è veramente lungo per i 6 giorni che abbiamo a disposizione.

Allora facciamo la cosa che ci viene meglio e che in questi casi è forse l’unica da fare, tralasciare la consultazione delle mappe, la pianificazione degli alberghi e del budget, noi facciamo che partiamo e pedaliamo.

Iniziamo a percorrere il lungo mare e la comoda ciclabile, l’atmosfera è piacevole, osservare gli edifici in stile regency e la costa è un solido punto di riferimento spazio-tempo.

L’unica cosa che ci destabilizza è il vento, tutti lo sanno, in bicicletta se trovi il vento è immancabilmente contrario alla tua direzione. Per mia moglie, è colpa mia e della mia mancanza di organizzazione.

Appena fuori Brighton, cioè a Hove, l’atmosfera si fa più tetra. Palazzoni incolore in riva al mare, rimesse per barche sporche di grasso, gente che pesca dove l’acqua è nera, traffico insopportabile e pista ciclabile che si interrompe a tratti.

A Shoreham, dove c’è l’aeroporto di Brighton, ci beviamo la nostra prima birra in un tipico pub inglese. Ci sediamo fuori sul marciapiede, osserviamo la vita che scorre e ci capita di incrociare gli sguardi di individui pazzeschi e mai visti. Lo scozzese tatuato e brizzolato seduto al tavolo a fianco, indossa un gilet nero di pelle e sorseggia lentissimamente la sua lager; e controlla ossessivamente il suo cellulare.

La pista ciclabile continua sulla costa, si susseguono case in legno ognuna con un colore diverso ma alternato con stile, siamo sulle spiagge di Lancing e Worthing; luoghi calmi e accoglienti seppur battuti dal vento; ad Angmering però, il vento, è troppo. Decidiamo di saltare sul primo treno per Portsmouth.

GORING BY SEA

Usciamo dal treno, siamo a Portsmouth & Southsea.

Siamo finiti qui spinti anche dai consigli che un signore ci ha dato dopo che si è fermato a chiacchierare con noi mentre riposavamo su una panchina nel tranquillo parco di Goring by Sea, ci siamo presentati a lui spettinati dal vento e bruciati dal sole, in contemplazione dei meravigliosi campi di grano appena mietuti oltre i quali si scorgeva il mare e qualche vela ondeggiare.

Portsmouth è una bella città di mare e con un porto vintage. 

PORTSMOUTH

Portsmouth – Fishbourne – Newport  (isola di Wight) 

Dopo aver preso le giuste misure sui pedali, controllato le condizioni meteo per la nuova giornata, approfittato della colazione inclusa nella tariffa della camera per riempirci lo stomaco con una generosa English breakfast vegetariana, partiamo alla volta dell’Isola di Wight.

Anche se il mito dell’Isola di Wight è passato ampiamente di moda, una certa curiosità ci spinge ad attraversare sul traghetto il The Solent, questo braccio di mare che divide la Mainland dall’isola famosa per i concerti del ’68 – ’70, soprattutto quest’ultimo ovvero quello dell’ultima apparizione in pubblico per Jimi Hendrix e i Doors, un festival che durò 4 giorni a cui assisterono 600.000 persone. Oggi l’isola è una destinazione turistica per gli inglesi, soprattutto famiglie ed anziani e forse anche per i ciclisti come noi.

Sbarchiamo a Fishbourne, attraversiamo Ryde e tocchiamo Seaside per poi fermarci a bere un gin&tonic nella distilleria The Wishing Well dove viene preparato un gin dal nome Mermaid. È ora di pranzo e, seppur leggero, il drink si fa sentire sulla successiva salita. O forse era una discesa. Ad ogni modo, proseguiamo fino ad arrivare a Sandown che è la zona balneare per eccellenza dell’isola. Le strade sono strette senza corsie di emergenza e trafficate, le percorriamo solo se obbligati e cioè se manca la pista adibita a noi ciclisti.

ON THE ROAD

Google Maps in Inghilterra funziona anche con la modalità bicicletta e questo è un gran vantaggio in quanto i percorsi vengono suggeriti in base alla presenza o meno di ciclabili.

Bella la ciclabile tra Sandown e Shanklin a ridosso del mare e sotto la scogliera.

Torniamo a nord, verso Newport, dove trascorreremo la notte.

Ci fermiamo perchè crediamo che l’isola meriti una visita più approfondita, il suo mare placido, il vento battente che mescola i profumi della terra ferma con quelli del mare racchiuso nel canale della Manica, il suo paesaggio collinare e campagnolo che ricorda tanto i colli dove io e mia moglie siamo nati, il gin autoctono pluripremiato e quella facilità con cui si possono percorrere le distanze che separano una cittadina di mare come Sandown alle distese di campi coltivati, al capoluogo Newport, fino ai paesaggi apocalittici delle scogliere dell’ovest. L’isola di Wight, un micro cosmo per ciclisti.

A 6 km da Newport imbocchiamo la ciclabile 23 ovvero la national cycle route e tutto passa così velocemente, i boschi, i campi, i ruscelli, le salite e le discese, che in un attimo siamo in centro città a berci una birra al pub, aspettando che il nostro host, selezionato su airbnb, ci dia conferma che la camera sia libera e pronta. La giornata termina in questa stanza con il camino, la carta da parati con le postcard, una cioccolata calda istantanea di Cadbury ed un massaggio alle gambe.

Newport – Lymington – Southampton 

Mentre siamo nel letto per digerire la colazione preparata con particolare attenzione e cura dal nostro host, inizia a piovere. Una pioggia che accompagna la digestione e l’ozio della mattina, una pioggia che ci fa desistere fino all’ultimo minuto prima del check out, poi si esce tutti imbacuccati e ci si dirige al primo portico dove parcheggiamo le biciclette in attesa delle schiarite pomeridiane previste.

PAUSA PIOGGIA

Un susseguirsi di macchine, una più brutta dell’altra, attraversano l’incrocio davanti a noi; assegnare un voto alle macchine che passano inganna uno ad uno i lunghissimi minuti di questa piovosa e grigia tarda mattinata inglese. Appena la pioggia ci permette di raggiungere un bar ci sediamo per mangiare una jacked potato con formaggio. Beviamo un tè caldo e finalmente esce un pallido sole.  

Lasciamo Newport tentando prima la visita al castello di Carisbrooke, costruito sulla collina che domina la città, ma il prezzo del biglietto ci fa cambiare idea.

Percorriamo la strada per Calbourne in direzione ovest. Per raggiungere le scogliere e Alum Bay questa è la strada panoramica e si sa nel linguaggio del ciclismo ‘panoramico’ vuol dire anche salite e discese. L’alternativa è la più trafficata A3054 che passa più a nord vicino alla costa, per Yarmouth.

Le salite a volte sono più impegnative del previsto, a volte scendiamo e spingiamo, anche se manca completamente lo spazio oltre la carreggiata non ci sentiamo più di tanto in pericolo; questi inglesi guidano prudenti e si accodano pazientemente dietro di noi se non vi è la possibilità di superarci in sicurezza.

SCOGLIERE AD AFTON – FRESHWATER

Arriviamo ad Afton / Freshwater, c’è una spiaggia, il mare, alcuni turisti ma tutto sembra si sia fermato, spento e chiuso da tempo. Non sembra una zona turistica, non la è certamente per il mare, forse per le scogliere da dove si possono vedere i the Needles. Troviamo fortunatamente un minimarket aperto.

Poi via verso Yarmouth per prendere il traghetto per la Mainland, attracchiamo a Lymington alle porte della New National Forest, la attraversiamo in treno per arrivare il prima possibile a Southampton, città industriale, città inglese, grigia e anonima, il nostro affittacamere si trova a poche centinaia di metri dalla stazione in una zona residenziale, silenziosa e tranquilla. Alle 23 però ci scappa quasi la rissa per strada tra inglesi del vicinato, forse afro-inglesi, io e Arianna mangiamo popcorn da micro onde.

Southampton – Salisbury – Bristol 

Ce ne andiamo da Southampton, il prima possibile. Come città non ci lascia quasi nulla a parte una triste e grigia periferia industriale; se c’era un centro da visitare in questa città, lo abbiamo completamente snobbato.

Non ci aspettiamo molto dal tragitto di oggi. Una lingua d’asfalto che collega due grandi città, in mezzo campagne piatte. Ma dimentico che siamo in Inghilterra e le piste ciclabili, come già dicevo, abbondano e la campagna, prima dell’Hampshire poi del Wiltshire, contribuisce ad una pedalata lenta e piacevole.

INTERESSANTI INCONTRI NELLE CAMPAGNE INGLESI

A parte Romsey, dove ci fermiamo per i soliti rifornimenti al supermercato, un caffè e un contatto con una civiltà che a volte ci manca, così educata ma anche così esigente in termini di educazione, non ci saranno più città fino alla meta.

Se parcheggi la bici sul marciapiede cerca di farlo in modo da non ostacolare il passaggio di nessuno, quel qualcuno non vorrà deviare la sua camminata solenne perché la tua bicicletta è abbandonata barbaramente in mezzo al suo tragitto e, infatti, lo farà comunque se non vorrà inciamparci dentro, girando attorno al manubrio come se stesse effettuando il salto con l’asta, ma tale gesto avverrà con quell’espressione di disdegno sul suo volto, da farti sentire l’ultimo degli incivili abitanti questa terra.

Ma fa bene Arianna, in questi casi ci vuole soltanto un bel chissenefrega. Continuiamo verso Salisbury, una vera meta turistica sia per la vicinanza a Stonhenge che per la sua Cattedrale costruita 800 anni fa all’interno del quale si trova l’orologio meccanico funzionante più vecchio del mondo.

LA CATTEDRALE DI SALISBURY

Visitare chiese e monumenti lo ritengo il più delle volte una perdita di tempo, soprattutto se c’è un prezzo da pagare per l’ingresso e questo prezzo è alto. Peccato solo per l’orologio ma qui non ci entriamo. Nel cortile esterno viene conservata una copia originale della Magna Carta, dentro un piccolo chiosco buio, coperto da teli neri dove è possibile entrare 4-5 alla volta, ci aspetta una signora anziana conservata un po’ meno bene della Carta stessa ma che ci mette cuore per spiegarti la provenienza e la storia del manoscritto, dopo 5 minuti di orologio, l’anziana signora si congeda con una delicatezza commovente.

Pur essendo arrivati dove il nostro cervello aveva programmato e dove voleva arrivare, preferiamo ascoltare il nostro cuore e cercare un posto per la notte lontano da questi luoghi destinati ad un turismo di gruppo con ombrellino capofila e capo caprone, così ci spostiamo in treno fino a Bristol.

Arrivati a Bristol non sappiamo minimamente cosa ci aspetta, sono quelle decisioni all’ultimo che non pianifichi, non consulti la lonley planet che nemmeno porto dietro per questo viaggio, non c’è tempo, ma che esplori con una curiosità vergine e senza l’uso della ragione. Attraversi la città con il google maps programmato per l’hotel ma ti lasci più che altro trasportare dai rumori, dai volti più ispiranti e ispirati, dal corso del fiume Avon che attraversa la città e che le dà uno stile un po’ naviglio milanese ma anche un po’ porto antico di Genova; infatti Bristol rimane una città collegata al mare, con il suo vecchio porto, oggi rinnovato e dove gli amanti della cucina, della birra e dello shopping trovano quello che gli serve per soddisfarsi.

BRISTOL – VISTA SULLA BAIA

La nostra residenza sarà sulla collina di Clifton, il dislivello che ci aspetta è da pedalare tutto sotto costante imprecazione ma il luogo merita, tranquillo, lontano dal centro e la nostra stanza è bella ed economica.

Bristol – Bath – Brighton – Horley

Giornata particolare, facciamo un sacco di chilometri ma in realtà in bicicletta ci restiamo pochissimo. Complice qualche imprevisto ma soprattutto perché è sabato e facciamo l’errore di scegliere mete molto turistiche per soddisfare il nostro spirito d’avventura e per goderci l’ultima giornata di questo viaggio.

Prima destinazione Bath, che raggiungiamo percorrendo la ciclabile più vecchia d’Inghilterra. Andiamo subito in stazione per ritirare i biglietti per Brighton prenotati su internet, cosa che ci ha permesso di risparmiare un sacco di soldi (fatelo, i treni inglesi funzionano quasi come gli aerei, a seconda dei giorni, degli orari e delle tratte, le tariffe possono cambiare anche di molto) ma scopriamo che il nostro treno, che sarebbe partito dopo un paio d’ore, è stato cancellato. Salta quindi la visita a Bath che, a mio avviso, sarebbe stata soffocata dalle solite file di turisti al pascolo e saltiamo invece sul primo treno per Brighton in quanto la signora in biglietteria ci avverte che, essendo una tratta molto frequentata, potremmo aver difficoltà a trovare posto per le bici. Non ce la sentiamo di aspettare il successivo convoglio, si riparte.

Arriviamo a Brighton dopo un lungo viaggio prevalentemente in piedi per sostenere la mia bici e il suo carico su portapacchi, usciamo dalla stazione, giù di nuovo per Queens road, poi North Road ed infine arriviamo sul molo, la nostra visita a Brighotn stavolta dura meno di 30 minuti, doveva essere la conclusione con arrivo trionfale del nostro viaggio, con bagno in mare, birra e fish&chips ma il caos e il brutto tempo ci riportano direttamente al via, cioè in stazione.

Direzione Horley per smontare e impacchettare le biciclette, il mattino dopo si riparte per tornare a casa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *