PARCO DEL TICINO E LAGO MAGGIORE IN BICICLETTA


Pavia – Sesto Calende

Gita di 3 giorni partendo da Pavia ed esplorando il Lago Maggiore in bicicletta, risalendo il naviglio grande, esplorando il parco del Ticino e completando l’avventura con giro del Lago. Percorso mai impegnativo nonostante lo sviluppo. Il dislivello è minimo.

Mi piace ripercorrere le strade che costeggiano i fiumi, i laghi e i fiordi, mi piace guardare l’acqua mentre pedalo, mi piace tuffarmi nell’acqua, mi piace l’atmosfera delle città con i porti e mi piace attraversare i borghi adagiati sulle rive dei grandi laghi italiani.

Con me, Arianna che pedala per la sua seconda volta, appena tornati dall’Inghilterra mi implora di portarla ancora in bici e ancora in viaggio. Non ci vuole molto per convincermi e così partiamo una mattina di fine agosto per Pavia, in treno. Le prime pedalate le diamo nel centro della provincia lombarda, percorriamo poi la strada Sora passando da Torre d’Isola fino ad arrivare a Bereguardo. Questo tratto si può alternativamente percorrere imboccando la ciclabile attraversato il ponte coperto e arrivando al ponte di barche, ma è un tratto sterrato, e noi abbiamo delle umili city bike.

Arrivati a Bereguardo non si può sbagliare strada, la ciclabile inizia proprio davanti a voi al primo incrocio. Da qui fino a Sesto Calende sarà tutta ciclabile.

I 18 km del naviglio di Bereguardo si percorrono facilmente fino ad Abbiategrasso tra campi e le tipiche conche che danno il dislivello a questo canale costruito nel 1420! Si 1420! Dislivello totale di 24 mt, un’opera incredibile per il sistema di irrigazione che ancora oggi viene utilizzata per fornire le tantissime rogge e irrigare i campi nella zona tra Milano e Pavia.

Una volta (dal 1438) si navigava anche sul naviglio, per il trasporto delle merci fino a Milano. Dal Po si risaliva il Ticino, a Bereguardo si spostavano le merci via terra fino al naviglio di Bereguardo e attraverso il naviglio grande si arrivava fino a porta ticinese, Proprio a Milano! dove sono stato decine di volte e ho vissuto per anni. Oggi ho finalmente imparato anche qualcosa sui navigli.

Da Abbiategrasso si pedala sulla ciclabile del naviglio grande. Attraversiamo i borghi di Cassinetta, Robecco, Ponte Vecchio e Ponte Nuovo, avvolti da una fitta vegetazione e meravigliose ville storiche ma anche particolari case padronali tutt’ora abitate, fino a Nosate.

Consiglio, percorrete questa strada con una giornata limpida e avrete come sfondo per la quasi totalità del percorso fino a Sesto, davanti a voi, il massiccio del Monte Rosa.

LA SAGOMA DEL MONTE ROSA FA DA SFONDO ALLA CENTRALE DI TURBIGO

IL MONTE ROSA SEMPRE DAVANTI A NOI

A Nosate la pista diventa sterrata e segue il naviglio, noi invece prendiamo la ciclabile del canale Villoresi che è perfettamente asfaltata e veramente poco trafficata. Le strade si ricongiungono poco prima di Vizzola Ticino. Ancora un breve tratto di ciclabile e finalmente si arriva sulla sponda del Ticino ovvero alla diga di Panperduto. Oggi imparo anche il perché di questo nome particolare. Siamo sul sentiero E1. La visuale che ha questo tratto di percorso è un condensato di vegetazione che ti regala fresco e ombra e finalmente si costeggia il fiume Ticino e non più soltanto i suoi canali secondari. Romantici sono i pescatori solitari seduti sulla riva del fiume oppure sulle loro bagnarole in mezzo al corso. A Sesto Calende ci fermiamo per la notte.

 

Sesto Calende – Locarno

Attraversiamo il ponte di ferro e iniziamo a pedalare lungo il lago Maggiore, Il Ticino nasce in Svizzera (ovviamente), si immette nel lago poco a est di Locarno e riprende il suo corso da Sesto Calende fino al Po.

Percorrere il lago in senso orario, cioè come facciamo oggi noi, ha dei vantaggi.

  1. vi permette di essere sempre sulla carreggiata più favorevole per i panorami;
  2. se percorsa in un pomeriggio estivo, la sponda di Cannobio offre molte zone facilmente accessibili e balneabili, soprattutto dopo Intra;
  3. perché il tratto fino ad Arona è la parte meno divertente dell’intero percorso e ci sembra una buona idea percorrerlo di prima mattina con ancora tanta voglia di pedalare che non alla fine della terza giornata stanchi stremati ed incazzati.

Arona, Stresa e Baveno sono posti da ricchi, noi ci fermiamo al Lidl di Intra a fare rifornimento. Con noi tanti olandesi e tedeschi. Se si ha tempo è consigliabile visitare le isole Borromeo.

Dopo Intra la strada diventa più tranquilla ed intima ma è pur sempre agosto e il traffico c’è. Purtroppo qui non c’è nessuna pista ciclabile. Arianna pedala, a volte anche troppo, spesso mi sorpassa indispettita della mia andatura lenta. Ma in viaggio purtroppo o per fortuna sono come un bimbo alla prima gita scolastica, divoro le cose con gli occhi. Per contro sono lento e anche distratto e spensierato.

I CASTELLI DI CANNERO

Prima del confine svizzero troviamo una bella spiaggetta, un po’ nascosta, raggiungibile solo con una scaletta di ferro da un’area di sosta che difficilmente un turista automobilista noterà. Il vantaggio di pedalare viaggiando e curiosando.

Ad Ascona seguiamo la ciclabile che gira attorno al campo da golf. Notte in un ristorante con camere, il biliardo purtroppo è ko.

Locarno – Sesto Calende

L’ultimo giorno del nostro viaggio si sviluppa sulla sponda est del lago, prima però usciamo da Locarno, pista ciclabile fino a Magadino, si gira in costa prima e poi attorno all’aeroporto di Locarno. Consultate frequentemente Google Maps perché la segnaletica è assente e si rischia di perdersi tra le strade di periferia, fortunatamente anche qui in Svizzera, come in Inghilterra, Google maps ha già inserito l’opzione bicicletta quindi, seguite lui e non il vostro senso dell’orientamento.

Il tratto fino a Maccagno è poco trafficato, sarà che è presto o sarà che non c’è niente, né spiagge né paesi, nemmeno bar. Primo centro abitato è Luino, qui si può seguire sempre la provinciale lungo il lago oppure la ciclabile che passa per Cuveglio.

A Porto Valtravaglia troviamo la prima ed unica salita della giornata ma sono poche centinaia di metri di strada. Arriviamo a Laveno e abbiamo percorso già 60km.

Da qui a Sesto la strada si allontana leggermente dal lago che, a meno che non si faccia una deviazione per entrare nei paesi adagiati sulla sponda, non si riuscirà più di tanto a vedere. Vale la pena visitare l’eremo di santa Caterina e la Rocca di Angera. Poi niente di interessante fino a Sesto dove attacchiamo le nostre biciclette nei comodi scomparti dedicati dei vagoni di trenord e finalmente si torna a casa.

Nonostante gli attimi di panico e soffocamento in stazione centrale a Milano per il cambio treno, non ci dimentichiamo affatto le bellezze naturali e paesaggistiche di cui ci siamo riempiti gli occhi negli ultimi 3 giorni e, per tutto il tragitto in treno, voltando lo sguardo fuori dal finestrino verso ovest, ancora possiamo scorgere la sagoma del Monte Rosa che si colora di un tramonto di fine estate. È proprio così, quando viaggi, lo spettacolo non finisce mai.

MONTE ROSA AL TRAMONTO

 

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